
Marketing per strutture ricettive 2027: cosa sistemare prima del nuovo anno
La stagione è finita. E adesso? Se la risposta è “aspettiamo la prossima”, questo potrebbe essere proprio il momento in cui si sta perdendo un’opportunità. Perché mentre una struttura ricettiva entra nel periodo più tranquillo dell’anno, i potenziali ospiti continuano a cercare destinazioni, confrontare strutture, salvare idee per le vacanze e programmare i prossimi viaggi.
La stagione 2027 non si prepara quando iniziano ad arrivare le prenotazioni. Si prepara prima.
E la bassa stagione è probabilmente il momento migliore per farlo: c’è più tempo per analizzare i risultati, sistemare ciò che non funziona e costruire una presenza online capace di vendere meglio nei mesi successivi.
Prima di pensare al 2027, guardate cosa è successo nel 2026
Prima di cambiare sito, aumentare il budget pubblicitario o creare nuove offerte, vale la pena fermarsi sui dati della stagione appena conclusa.
Da dove sono arrivate le prenotazioni? Quante dal sito ufficiale? Quante dalle OTA? Quante da Google, dai social, dalle campagne pubblicitarie o direttamente dalla struttura? E soprattutto: quali di questi canali hanno portato prenotazioni e quali hanno generato soltanto visite e richieste?
Questa analisi permette di evitare uno degli errori più comuni nel marketing turistico: investire di più senza sapere esattamente cosa sta già funzionando. Anche i periodi di maggiore richiesta, le camere più vendute, la provenienza degli ospiti e le richieste ricevute possono fornire indicazioni preziose per costruire l’offerta del 2027.
Non servono necessariamente analisi complicate. Spesso è sufficiente mettere ordine nei dati che la struttura possiede già.
Fate un vero test del vostro sito
Il sito della struttura dovrebbe essere uno dei primi elementi da controllare. Non basta chiedersi se è moderno o se “funziona”. Bisogna utilizzarlo come farebbe un potenziale ospite. Da smartphone, in pochi minuti, dovrebbe essere possibile capire dove si trova la struttura, vedere le camere, conoscere i servizi, consultare le condizioni, capire come arrivare e soprattutto verificare disponibilità e modalità di prenotazione.
Provate anche a completare realmente il percorso di prenotazione.
È semplice? Le informazioni sono chiare? Il sistema funziona bene da telefono? Ci sono passaggi inutilmente complicati?
È evidente come contattare direttamente la struttura?
Questi controlli sono molto più utili di una semplice valutazione estetica del sito.
Un sito di una struttura ricettiva non deve soltanto presentare bene l’hotel: deve aiutare una persona indecisa a diventare un cliente.
Controllate cosa succede quando qualcuno cerca la vostra struttura su Google
Provate a fare alcune ricerche semplici: il nome della struttura, “hotel + destinazione”, “dove dormire + destinazione” e le principali caratteristiche che distinguono l’offerta.
Guardate cosa trova realmente un potenziale ospite.
La struttura è presente?
Le informazioni sono aggiornate?
Le fotografie sono ancora attuali?
Le recensioni sono recenti?
Il sito ufficiale è facilmente raggiungibile?
La scheda Google Business Profile dovrebbe essere verificata proprio con questa logica.
Non solo indirizzo e numero di telefono, ma anche fotografie, servizi, descrizione e informazioni relative alla struttura.
Per gli hotel è inoltre importante verificare come vengono gestiti su Google prezzi, disponibilità e collegamenti alla prenotazione.
La SEO non si improvvisa quando arriva la stagione
Se l’obiettivo è aumentare la visibilità organica nel 2027, la bassa stagione è il momento giusto per iniziare. Una struttura non dovrebbe puntare esclusivamente sulle ricerche del proprio nome.
Un turista può cercare una destinazione, un’esperienza o una particolare esigenza:
“hotel a…”, “dove dormire a…”, “hotel con piscina”, “agriturismo per famiglie”, “hotel pet friendly”, “struttura vicino a…”.
Il lavoro consiste nell’individuare quali di queste ricerche sono realmente interessanti per la struttura e costruire contenuti e pagine che rispondano a quelle esigenze. Questo significa, per esempio, verificare se il sito presenta pagine sufficientemente complete sulle camere, sui servizi, sulla posizione e sulle esperienze disponibili nei dintorni.
E significa anche lavorare sui contenuti informativi.
Un articolo su cosa vedere durante un weekend, un itinerario, un approfondimento su un evento o una guida alla destinazione può intercettare una persona prima ancora che abbia deciso dove soggiornare.
È questo uno dei motivi per cui la SEO va pensata con anticipo.
Il blog? Meno articoli, ma più utili
Una struttura ricettiva non ha bisogno di pubblicare un articolo ogni settimana soltanto per dimostrare che il blog è aggiornato.
Meglio chiedersi cosa sta cercando realmente il futuro ospite.
Quali informazioni gli servono prima di partire?
Quali dubbi ha?
Cosa potrebbe convincerlo a scegliere quella destinazione?
Da qui possono nascere contenuti molto più interessanti: itinerari, attività, eventi, informazioni pratiche, esperienze, consigli per famiglie, percorsi nella natura o indicazioni su cosa fare nei dintorni.
E ogni contenuto dovrebbe avere un collegamento naturale con la struttura.
Non serve trasformare ogni articolo in una pubblicità.
Prima si aiuta il turista, poi gli si mostra perché la struttura può essere una buona base per vivere quella destinazione.
Riguardate le recensioni con occhi diversi
La fine della stagione è anche un buon momento per rileggere le recensioni. Non soltanto per controllare la valutazione media.
Le recensioni raccontano spesso quali elementi vengono percepiti maggiormente dagli ospiti: la posizione, la colazione, la pulizia, il personale, la tranquillità, la piscina, il parcheggio o altri servizi.
Se uno stesso elemento viene citato molte volte, probabilmente merita maggiore spazio nella comunicazione. Allo stesso modo, se una determinata criticità compare ripetutamente, vale la pena affrontarla prima della nuova stagione.
Le recensioni, quindi, possono diventare una fonte di informazioni utile non solo per la reputazione, ma anche per marketing, comunicazione e miglioramento dell’offerta.
Aggiornate le fotografie prima di investire in pubblicità
Una campagna può portare migliaia di persone davanti alla vostra struttura digitale.
Ma se trovano fotografie vecchie, camere presentate male o immagini che non rappresentano più l’esperienza reale, il problema non è necessariamente la campagna.
È ciò che succede dopo il clic.
Prima di aumentare gli investimenti pubblicitari, conviene quindi controllare tutto il materiale visivo presente sul sito, su Google, sulle OTA e sui social.
Se la struttura è cambiata, anche le immagini devono raccontare quel cambiamento.
Una nuova camera, una piscina rinnovata, una sala colazioni diversa o un nuovo servizio possono diventare elementi importanti dell’offerta 2027.
Pensate già alle offerte del prossimo anno
Il periodo più tranquillo è ideale anche per progettare le proposte commerciali. Non significa necessariamente preparare una lunga lista di sconti. Significa capire quali motivazioni possono spingere un cliente a scegliere proprio quella struttura.
Un weekend, un soggiorno per famiglie, un pacchetto legato a un evento, un’esperienza enogastronomica, un’offerta per cicloturisti o un servizio dedicato a chi viaggia con animali possono avere senso se sono coerenti con la struttura e con la destinazione.
Anche la stagionalità deve entrare nella pianificazione.
Le offerte per Pasqua, ponti, primavera, estate o autunno possono essere preparate in anticipo, così da avere pagine, immagini e comunicazione già pronti quando inizierà la ricerca.
E le prenotazioni dirette?
È utile guardare con attenzione anche al rapporto tra sito ufficiale e OTA.
Le OTA possono essere un importante canale di acquisizione, ma il sito diretto dovrebbe essere in grado di fare il proprio lavoro.
Chi arriva sul sito dopo aver visto la struttura su un portale deve trovare rapidamente le informazioni necessarie e un percorso di prenotazione semplice.
Per questo può essere utile verificare:
- funzionamento del booking engine;
- prezzi e disponibilità;
- condizioni di cancellazione;
- servizi inclusi;
- modalità di pagamento;
- eventuali vantaggi della prenotazione diretta.
Anche qui, il periodo di bassa stagione è il momento giusto per fare una prova completa. Provate a prenotare come farebbe un cliente. È uno dei test più semplici e spesso più rivelatori.
Non dimenticate le informazioni obbligatorie
La preparazione della stagione non riguarda soltanto marketing e comunicazione. È opportuno verificare anche che le informazioni pubblicate online siano corrette e aggiornate.
Per le strutture interessate, questo significa controllare anche il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, e la sua corretta indicazione negli annunci nei casi previsti.
Il Ministero del Turismo specifica inoltre che il CIN non sostituisce eventuali codici identificativi regionali o provinciali e che gli obblighi possono variare in funzione della tipologia di struttura e della normativa applicabile.
Meglio affrontare questi controlli nei mesi tranquilli che trovarsi a dover sistemare tutto a stagione già iniziata.
Da qui al 2027: su cosa concentrarsi davvero
Non è necessario fare tutto contemporaneamente.
Un buon piano di preparazione può seguire una sequenza semplice:
Ottobre-Novembre: analizzare dati, recensioni, sito e presenza online.
Novembre-Dicembre: aggiornare contenuti, fotografie, Google e pagine strategiche del sito.
Prima del periodo natalizio: preparare eventuali offerte e campagne per intercettare le prime richieste del 2027.
Inizio 2027: verificare nuovamente prezzi, disponibilità, sistema di prenotazione e contenuti stagionali.
Prima dell’alta stagione: monitorare i risultati e intervenire su ciò che non sta funzionando.
Il vantaggio è evidente: invece di cercare di sistemare tutto quando la struttura è già piena di lavoro, si può utilizzare la bassa stagione per costruire con calma la macchina commerciale della stagione successiva.
Il 2027 non comincia a gennaio
Per una struttura ricettiva, la prossima stagione comincia molto prima del primo check-in.
Comincia quando il potenziale ospite inizia a cercare una destinazione.
Quando confronta gli hotel.
Quando legge una recensione.
Quando guarda le fotografie.
Quando entra nel sito.
Quando controlla un prezzo.
Quando decide se salvare una struttura tra le proprie opzioni.
Per questo la domanda da porsi oggi non è semplicemente “abbiamo già delle prenotazioni per il 2027?”
È: “Se domani un potenziale ospite ci trovasse online, siamo davvero pronti a convincerlo a scegliere la nostra struttura?”
Se la risposta non è ancora del tutto positiva, la buona notizia è che c’è ancora tempo per intervenire. Ed è esattamente per questo che la bassa stagione è il momento giusto per prepararsi.





